29 aprile 2011

29april2011

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI a S.E. Prof. Mary Ann Glendon Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
in occasione della XVII Sessione Plenaria


A Sua Eccellenza la Professoressa Mary Ann Glendon
Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali

Sono lieto di salutare lei e i membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali in occasione della vostra diciassettesima sessione plenaria sul tema Diritti universali in un mondo diversificato: la questione della libertà religiosa.
Come ho osservato in varie occasioni, le radici della cultura cristiana dell'Occidente restano profonde; è stata questa la cultura che ha dato vita e spazio alla libertà religiosa e che continua ad alimentare, e garantire costituzionalmente, la libertà di religione e la libertà di culto di cui molti popoli godono oggi. Principalmente a causa della loro sistematica negazione da parte dei regimi ateistici del XX secolo, queste libertà sono state riconosciute e sancite dalla comunità internazionale nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Oggi questi diritti umani fondamentali sono di nuovo minacciati da atteggiamenti e ideologie che impediscono la libera espressione religiosa. Di conseguenza, la sfida di difendere e promuovere il diritto alla libertà di religione e alla libertà di culto deve essere intrapresa ancora una volta ai nostri giorni. Per questo motivo, sono grato all'Accademia per il suo contributo a questo dibattito.
Il desiderio di verità e di senso e l'apertura al trascendente sono profondamente iscritti nella nostra natura umana: la nostra natura ci spinge ad affrontare questioni della massima importanza per la nostra esistenza. Molti secoli fa, Tertulliano ha coniato il termine libertas religionis (cfr Apologeticum, 24:6). Egli ha sottolineato che Dio deve essere adorato liberamente e che è nella natura della religione non ammettere coercizioni, "nec religionis est cogere religionem" (Ad Scapulam, 2:2). Poiché l'uomo gode della capacità di libera scelta personale nella verità e poiché Dio si aspetta dell'uomo una risposta libera alla sua chiamata, il diritto alla libertà religiosa deve essere considerato come innato alla dignità fondamentale di ogni persona umana, in linea con l'innata apertura del cuore umano a Dio. Di fatto, l'autentica libertà di religione permetterà alla persona umana di realizzarsi e contribuire così al bene comune della società.
Consapevole degli sviluppi della cultura e della società, il Concilio Vaticano II ha proposto un rinnovato fondamento antropologico della libertà religiosa. I Padri conciliari hanno affermato che tutti gli esseri umani "sono dalla loro stessa natura e per obbligo morale tenuti a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione" (Dignitatis Humanae, 2). La verità ci rende liberi (cfr Gv 8,32), ed è questa stessa verità che va cercata e assunta liberamente. Il Consiglio è stato attento a chiarire che questa libertà è un diritto di cui ogni persona gode naturalmente e che quindi deve anche essere protetto e promosso dal diritto civile.
Naturalmente, ogni Stato ha il diritto sovrano di promulgare la propria legislazione e di esprimere atteggiamenti diversi nei confronti della religione nelle proprie leggi. Vi sono, perciò, alcuni stati che permettono ampia libertà di religione, secondo la nostra interpretazione del termine, mentre altri la limitano per una serie di motivi, tra cui la diffidenza nei confronti della religione stessa. La Santa Sede continua a fare appello per il riconoscimento del diritto umano fondamentale alla libertà religiosa da parte di tutti gli Stati, e li invita a rispettare, e all'occorrenza proteggere, le minoranze religiose che, sebbene legate da una fede diversa dalla maggioranza intorno a loro, aspirano a convivere pacificamente con i loro concittadini e a partecipare pienamente alla vita civile e politica della nazione, a beneficio di tutti.
Infine, vorrei esprimere la mia sincera speranza che la vostra perizia nel campo del diritto, delle scienze politiche, della sociologia e dell'economia converga in questi giorni per portare a nuove intuizioni su questa importante questione e quindi dare molti frutti, ora e in futuro. Durante questo periodo santo, invoco su di voi l'abbondanza della gioia pasquale e della pace, e imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica a lei, al Vescovo Sánchez Sorondo e a tutti i membri dell'Accademia.

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