Sua Santità Benedetto XVI

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Papa Benedetto XVI viene dall’Accademia, non solo perché Egli è stato un noto professore ed accademico plurimo, ma anche perché era ed è tuttora membro della Pontificia Accademia delle Scienze grazie alla nomina ricevuta da Giovanni Paolo II. Il 21 novembre 2005 Egli ha onorato le due Accademie della Sua presenza alla Casina Pio IV, inaugurando un busto bronzeo di Giovanni Paolo II, posto nell’Aula Magna della Casina, affiancato da due epigrafi che commemorano la Sua costante dedizione nei confronti dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia delle Scienze Sociali dalla Sua fondazione nel 1994. In quella solenne occasione durante il Suo discorso agli accademici Papa Benedetto XVI ha detto che: «l’insegnamento della Chiesa è basato sul fatto che Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza e ha concesso loro una dignità superiore e una missione condivisa verso tutto il Creato. Secondo il disegno di Dio, le persone non possono essere separate dalle dimensioni fisiche, psicologiche e spirituali della natura umana». Quindi ha così proseguito: «È provvidenziale il fatto che stiamo discutendo del tema della persona mentre tributiamo particolare onore al mio venerato predecessore Papa Giovanni Paolo II. In un certo qual modo, il suo contributo indiscusso al pensiero cristiano può essere compreso quale meditazione profonda sulla persona. Ha arricchito e ampliato tale concetto nelle sue Encicliche e in altri scritti. Questi testi sono un patrimonio da accogliere, serbare e assimilare con cura, in particolare da parte delle Pontificie Accademie. È, quindi, con gratitudine che colgo questa occasione per scoprire questa scultura di Papa Giovanni Paolo II, affiancata da due iscrizioni commemorative. Esse ci ricordano l’interesse speciale del Servo di Dio per l’opera delle vostre Accademie, in particolare della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, da lui fondata nel 1994. Esse sottolineano anche la sua disponibilità illuminata a raggiungere in un dialogo di salvezza il mondo della scienza e della cultura, un desiderio affidato in particolare alle Pontificie Accademie. Prego affinché le vostre attività continuino a produrre un interscambio fecondo fra l’insegnamento della Chiesa sulla persona umana e le scienze e le scienze sociali che rappresentate».
Durante la sua prima udienza con gli Accademici, il Santo Padre è stato particolarmente contento della scelta della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali di affrontare come argomento della Sessione Plenaria annuale la Concettualizzazione della Persona nelle Scienze Sociali. "La persona umana è al centro di tutto l’ordine sociale e, di conseguenza, al centro del vostro ambito di studio. Come afferma san Tommaso d’Aquino, la persona umana «è ciò che è più perfetto in natura» (S.Th., I, 29, 3). Gli esseri umani fanno parte della natura e, tuttavia, quali liberi soggetti con valori morali e spirituali, la trascendono. Questa realtà antropologica è parte integrante del pensiero cristiano e risponde direttamente ai tentativi di abolire il confine fra scienze sociali e scienze naturali, spesso proposti nella società contemporanea" (Discorso del 21 novembre 2005). Compresa in maniera corretta, questa realtà offre una risposta profonda alle questioni poste oggi sullo status dell’essere umano. È un tema che deve continuare a far parte del dialogo con la scienza e con le scienze sociali. Secondo il Santo Padre, "L’insegnamento della Chiesa si basa sul fatto che Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza e ha concesso loro una dignità superiore e una missione condivisa verso tutto il Creato (cf. Gen 1 e 2)". Il concetto di persona continua a offrire una comprensione profonda del carattere unico e della dimensione sociale di ogni essere umano. Ciò è particolarmente vero negli istituti legali e sociali, in cui la nozione di "persona" è fondamentale. A volte, tuttavia, anche se ciò è riconosciuto da dichiarazioni internazionali e statuti legali, alcune culture, in particolare quando non toccate profondamente dal Vangelo, vengono fortemente influenzate da ideologie gruppocentriche o da una visione della società secolare e individualistica. La Dottrina sociale della Chiesa cattolica, che pone la persona umana al centro e alla base dell’ordine sociale, può offrire molto alla riflessione contemporanea sui temi sociali. Benedetto XI afferma che "È provvidenziale il fatto che stiamo discutendo del tema della persona mentre tributiamo particolare onore al mio venerato predecessore Papa Giovanni Paolo II". Infatti, Giovanni Paolo II, "ha arricchito e ampliato tale concetto nelle sue Encicliche e in altri scritti. Questi testi sono un patrimonio da accogliere, serbare e assimilare con cura, in particolare da parte delle Pontificie Accademie". Benedetto XVI ha quindi accettato con gratitudine di scoprire un busto di Giovanni Paolo II, affiancata da due iscrizioni commemorative. Esse ci ricordano l’interesse speciale del Servo di Dio per l’opera delle vostre Accademie, in particolare della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, da lui fondata nel 1994. Papa Benedetto XVI ha concluso dicendo che queste iscrizioni "sottolineano anche la sua disponibilità illuminata a raggiungere in un dialogo di salvezza il mondo della scienza e della cultura, un desiderio affidato in particolare alle Pontificie Accademie".
In occasione della 13° Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali su Carità e Giustizia nei Rapporti tra Popoli e Nazioni, Benedetto ha accolto gli Accademici indirizzando una lettera alla Presidente (28 aprile 2007). L'autore dell'Enciclica Deus caritas est ha scritto: "Non può, la Chiesa, non essere interessata a tale soggetto, dato che il perseguimento della giustizia e la promozione della civiltà dell’amore sono aspetti essenziali della sua missione a servizio dell’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo". Benedetto XVI ha spesso sottolineato che la costruzione di una società giusta è responsabilità primaria dell’ordine politico, sia nei singoli Stati come anche nella Comunità internazionale. Come tale, ciò richiede ad ogni livello un esercizio disciplinato della ragione pratica e un allenamento della volontà per poter discernere e soddisfare le specifiche richieste della giustizia, nel pieno rispetto del bene comune e dell’inalienabile dignità di ogni persona. Nella sua Enciclica Deus caritas est, Benedetto XVI ha riaffermato, all’inizio del suo Pontificato, il desiderio della Chiesa di contribuire a questa necessaria purificazione della ragione, per aiutare a formare le coscienze e per stimolare una risposta più ampia alle genuine esigenze della giustizia. Allo stesso tempo, il Santo Padre ha voluto sottolineare che, anche nella più giusta delle società, ci sarà sempre posto per la carità: «Non c’è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell’amore» (Deus caritas est, n. 28). Nella continuazione della sua lettera alla Presidente Glendon, Benedetto XVI indica che al centro dell'ordine sociale segnato dalla giustizia, dalla libertà, dalla solidarietà fraterna e dalla pace vi è il principio della destinazione universale di tutti i beni della creazione, e scrive che "secondo tale fondamentale principio, tutto ciò che la terra produce e tutto ciò che l’uomo trasforma e confeziona, tutta la sua conoscenza e tecnologia, tutto è destinato a servire lo sviluppo materiale e spirituale della famiglia umana e di tutti i suoi membri". Sulla base di questa prospettiva integralmente umana possiamo comprendere più pienamente il ruolo essenziale che la carità gioca nel perseguimento della giustizia. Ritornando all'insegnamento del Suo predecessore Giovanni Paolo II, Benedetto XVI afferma che "la carità non soltanto consente alla giustizia di diventare più creativa e di affrontare nuove sfide, ma ispira anche e purifica gli sforzi dell’umanità, tesi a raggiungere l’autentica giustizia e, così, a costruire una società degna dell’uomo". A questo punto il Santo Padre ha brevemente richiamato la nostra attenzione su tre specifiche sfide che il mondo si trova ad affrontare, sfide che Egli crede possano essere affrontate solo attraverso un convinto impegno a servizio di quella giustizia più grande che è ispirata dalla carità. "La prima sfida riguarda l’ambiente e uno sviluppo sostenibile. ... Particolare attenzione deve essere rivolta al fatto che i Paesi più poveri sono quelli che sembrano destinati a pagare il prezzo più pesante per il deterioramento ecologico". Ciò ci conduce ad una seconda sfida: "Nonostante il riconoscimento dei diritti della persona in dichiarazioni internazionali e in strumenti legali, occorre progredire di molto per far sì che tale riconoscimento abbia conseguenze sui problemi globali, come quello del crescente divario fra Paesi ricchi e Paesi poveri; l’ineguale distribuzione ed assegnazione delle risorse naturali e della ricchezza prodotta dall’attività umana; la tragedia della fame, della sete e della povertà in un pianeta in cui vi è abbondanza di cibo, di acqua e di prosperità; le sofferenze umane dei rifugiati e dei profughi; le continue ostilità in molte parti del mondo; la mancanza di una sufficiente protezione legale per i non nati; lo sfruttamento dei bambini; il traffico internazionale di esseri umani, di armi, di droghe; e numerose altre gravi ingiustizie.". La terza sfida, secondo Benedetto XVI, si rapporta ai valori dello spirito. "Incalzati da preoccupazioni economiche, tendiamo a dimenticare che, al contrario dei beni materiali, i beni spirituali che sono tipici dell’uomo si espandono e si moltiplicano quando sono comunicati: al contrario dei beni divisibili, i beni spirituali come la conoscenza e l’educazione sono indivisibili, e più vengono condivisi, più vengono posseduti. La globalizzazione ha aumentato l’interdipendenza dei popoli, con le loro differenti tradizioni, religioni e sistemi di educazione. Ciò significa che i popoli del mondo, proprio in virtù delle loro differenze, stanno continuamente imparando l’uno a riguardo dell’altro e addivenendo ad un contatto molto più grande. Sempre più importante, perciò, è il bisogno di un dialogo che possa aiutare le persone a comprendere le proprie tradizioni nel momento in cui entrano in contatto con quelle degli altri, al fine di sviluppare una maggiore autocoscienza di fronte alle sfide recate alla propria identità, promuovendo così la comprensione e il riconoscimento dei veri valori umani all’interno di una prospettiva interculturale. Per affrontare positivamente tali sfide è urgentemente necessaria una giusta uguaglianza di opportunità, specie nel campo dell’educazione e della trasmissione della conoscenza. Purtroppo, l’educazione, specialmente al livello primario, rimane drammaticamente insufficiente in molte parti del mondo.".
L'Accademia è tornata sul tema del bene comune nella Sessione Plenaria del maggio 2008 su Perseguire il bene comune: come solidarietà e sussidiarietà possono operare insieme, che si è occupata in particolare dell'interrelazione tra quattro principi fondamentali della dottrina sociale cattolica: la dignità della persona umana, il bene comune, la sussidiarità e la solidarietà, con particolare attenzione al nuovo mondo dell'informatica. Nel dare il benvenuto ai partecipanti, il Santo Padre ha calorosamente ringraziato gli Accademici perché "Negli ultimi venti anni, l’Accademia ha offerto un contributo prezioso all’approfondimento e allo sviluppo della dottrina sociale della Chiesa e alla sua applicazione nelle aree del diritto, dell’economia, della politica e di varie altre scienze sociali". Il Santo Padre ha poi sintetizzato il contenuto dei principi da esaminare durante la Sessione: "La dignità umana è un valore intrinseco della persona creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo. L’insieme delle condizioni sociali che permettono alle persone di realizzarsi collettivamente e individualmente, è il bene comune. La solidarietà è la virtù che permette alla famiglia umana di condividere in pienezza il tesoro dei beni materiali e spirituali e la sussidiarietà è il coordinamento delle attività della società a sostegno della vita interna delle comunità locali." (Discorso del 3 maggio 2008). Per Benedetto XVI, tuttavia, che è anche teologo, le profondità insondabili della persona umana e la meravigliosa capacità dell’umanità di comunione spirituale, realtà queste pienamente dischiuse solo attraverso la rivelazione divina, superano di molto la possibilità di rappresentazione schematica. Infatti, "la solidarietà che unisce la famiglia umana e i livelli di sussidiarietà che la rafforzano dal di dentro devono essere posti sempre entro l’orizzonte della vita misteriosa del Dio Uno e Trino (cf. Gv 5:26; 6:57), in cui percepiamo un amore ineffabile condiviso da persone uguali, sebbene distinte (cf. Summa Theologiae, I, q. 42)". Gli occhi della fede ci permettono di vedere che le città terrena e celeste si compenetrano e sono intrinsecamente ordinate l’una all’altra in quanto appartengono entrambe a Dio, il Padre. Secondo Benedetto XVI, quando esaminiamo i principi di solidarietà e sussidiarità alla luce del Vangelo, "comprendiamo che non sono semplicemente “orizzontali”: entrambi possiedono un’essenziale dimensione verticale". Infatti, "Gesù ci esorta a fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi (cf. Lc 6:31), ad amare il nostro prossimo come noi stessi (cf. Mat 22:35)". In questo senso, "la solidarietà autentica, sebbene cominci con il riconoscimento del pari valore dell’altro, si compie solo quando metto volontariamente la mia vita al servizio dell’altro (cf. Ef 6:21). Questa è la dimensione «verticale» della solidarietà: sono spinto a farmi meno dell’altro per soddisfare le sue necessità (cf. Gv 13:14-15), proprio come Gesù «si è umiliato» per permettere agli uomini e alle donne di partecipare alla sua vita divina con il Padre e lo Spirito (cf. Fil 2:8; Mat 23:12)". Parimenti, per Benedetto XVI "la sussidiarietà, che incoraggia uomini e donne a instaurare liberamente rapporti donatori di vita con quanti sono loro più vicini e dai quali sono più direttamente dipendenti, e che esige dalle più alte autorità il rispetto di tali rapporti, manifesta una dimensione «verticale» rivolta al Creatore dell’ordine sociale (cf. Rom 12:16, 18). Una società che onora il principio di sussidiarietà libera le persone dal senso di sconforto e di disperazione, garantendo loro la libertà di impegnarsi reciprocamente nelle sfere del commercio, della politica e della cultura (cf. Quadragesimo Anno, 80). Quando i responsabili del bene comune rispettano il naturale desiderio umano di autogoverno basato sulla sussidiarietà lasciano spazio alla responsabilità e all’iniziativa individuali, ma, soprattutto, lasciano spazio all’amore (cf. Rom 13:8; Deus Caritas Est, 28), che resta sempre la «via migliore di tutte» (cf. 1 Cor 12:31)". Infine, Benedetto XVI conclude esortando gli Accademici e i partecipanti della Sessione Plenaria ad adoperarsi "per elaborare modi in cui uomini e donne possano promuovere al meglio il bene comune". Li incoraggia a "sondare le dimensioni «verticale» e «orizzontale» della solidarietà e della sussidiarietà. In tal modo, potrete proporre modalità più efficaci per risolvere i molteplici problemi che affliggono l’umanità alla soglia del terzo millennio, testimoniando anche il primato dell’amore, che trascende e realizza la giustizia in quanto orienta l’umanità verso la vita autentica di Dio".
La sollecitudine del Papa Benedetto XVI per ambedue Accademie è costante e efficace. Segni di questa benevolenza speciale sono non solo i suoi ispirati Discorsi che qui presentiamo, ma anche le ininterrotte nomine dei nuovi Accademici. Dall’inizio del Suo pontificato, Egli ha nominato sei nuovi membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali tra i quali vi sono personalità rappresentative delle scienze sociali nell’universalità della Chiesa: Hsin-Chi Kuan, Luis E. Derbez Bautista, Lubomír Mlcoch, Angelika Nußberger, Pierre Manent e Gérard-François Dumont. Infine, il 26 febbraio 2009, al termine del primo mandato, il Papa ha riconfermato la Presidenza di Mary Ann Glendon per un altro quinquennio.

Nomine

Hsin-Chi Kuan

Data di nascita 1/10/1940 Luogo Macau,... Continua

L.E. Derbez Bautista

Data di nascita 1/4/1947 Luogo San Luis Potosí... Continua

Gérard-François Dumont

Data di nascita 20/5/1948 Luogo La Souterraine,... Continua

Pierre Manent

Data di nascita 6/5/1949 Luogo Tolosa,... Continua

Janne H. Matlary

Data di nascita 27/4/1957 Luogo Mandal... Continua

Lubomír Mlčoch

Data di nascita 13/5/1944 Luogo Troubky n/B (Repubblica... Continua

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