2019-2023

La famiglia come bene relazionale: la sfida dell'amore

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Sessione Plenaria, 27-29 aprile 2022 | Tutte le inchieste condotte a livello nazionale e internazionale mostrano che, ad ogni latitudine, la famiglia è in cima alla scala dei valori delle persone, le quali affermano che la famiglia è la cosa più importante della loro vita. Tuttavia, quando si cerca di chiarire cosa si intenda per “famiglia”, si apre uno scenario di grandi incertezze e contingenze sui riferimenti affettivi, cognitivi e simbolici che l’idea e l’esperienza della famiglia portano con sé. In ogni caso, la sfida consiste nel pensare e vivere l’amore tra i membri di una famiglia. Si tratta quindi di specificare, comprendere e valutare le diverse risposte a questa sfida che emergono oggi nel mondo vitale delle persone. Qual è l’ideale della famiglia? E qual è la sua realtà? È nel divario tra l’esperienza quotidiana e l’ideale desiderato di una bella famiglia che si colloca la sfida dell’amore.

Siamo tutti consapevoli che la famiglia sta attraversando profonde trasformazioni sociali e culturali che devono essere comprese e valorizzate nella loro portata e nelle loro conseguenze. Se consideriamo i profondi e rapidi cambiamenti che la famiglia deve affrontare oggi in tutto il mondo, dovuti ai processi di modernizzazione e globalizzazione, sembra necessario porsi alcune domande fondamentali che ci spingano a ripensare i fondamenti della famiglia e la sua ragione di esistere nella società attuale e nel prossimo futuro: “perché la famiglia, e a cosa serve?”. Quali sono le radici della famiglia come società naturale, e in che misura la cultura può cambiarle? Quali ragioni sostengono la necessità e la bontà della famiglia al di là dei mutamenti delle sue funzioni sociali?

La Plenaria intende dare una risposta a queste domande e valutare la fenomenologia della famiglia nel mondo contemporaneo dal punto di vista delle scienze sociali e delle politiche sociali, al fine di offrire alla dottrina sociale cattolica elementi di approfondimento della conoscenza della situazione attuale e, per quanto possibile, del prossimo futuro a livello globale.

Facendo riferimento all’analisi dei fatti sociali, il convegno rifletterà sulla famiglia nell’orizzonte del suo essere ontologico e nella prospettiva di esercitare i suoi compiti primari. Si tratta di capire come la famiglia possa oggi umanizzare la persona in una società non sempre amica della famiglia. Lo scopo della Plenaria non è quello di redigere una generica relazione descrittiva (ce ne sono in abbondanza, a livello nazionale e internazionale), ma di individuare quelle linee di pensiero e azione che possano meglio sostenere la famiglia nel mondo di domani. Da un lato, va chiarito il significato più profondo dell’esistenza della famiglia – ontologia familiare, dal punto di vista sociale, filosofico e teologico – e, dall’altro, valutarne le implicazioni pratiche per una migliore promozione della famiglia – politiche sociali e buone pratiche nei servizi alla famiglia – nella prospettiva di un’ecologia umana integrale. Per sopravvivere, la nostra società ha bisogno di politiche “family friendly”. Si tratta ancora di attuare l’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (“Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei relativi coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”). Per mettere in pratica questi diritti umani, sembra opportuno approfondire il significato dei rapporti familiari odierni, tenendo conto del fatto che sono necessari per l’umanizzazione delle persone, ma anche fortemente condizionati dal percorso di vita di ciascuno. L’obiettivo è l’affermazione della famiglia come bene relazionale primario della società. Dire che la famiglia è un bene relazionale significa affermare che il destino e la felicità delle persone dipendono dal considerare e condividere i rapporti familiari come un bene comune fondamentale, creato dai membri della famiglia, che non è particolaristico e non rimane chiuso nella sfera privata: riversa, infatti, i suoi benefici sulla comunità circostante con esternalità positive che costituiscono il capitale sociale delle grandi reti sociali.

Le scienze sociali moderne hanno dimostrato che i cambiamenti nella famiglia provocano mutazioni molto profonde e significative nella società. Ogni nuova società è il frutto di nuovi modelli familiari. Nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia (AL), Papa Francesco propone un approccio realistico al tema della famiglia. Ci invita a vedere la famiglia non come un ideale astratto, ma come un compito “artigianale” (AL 16) che deve essere affrontato con tenerezza (AL 28), considerando che la Parola di Dio “non si mostra come una sequenza di tesi astratte, bensì come una compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino” (AL 22). Papa Francesco scrive: “Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato. Dobbiamo essere interpreti consapevoli e appassionati della sapienza della fede in un contesto nel quale gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali, nella loro vita affettiva e familiare. Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre” (AL 32).

Pensare alla famiglia come bene relazionale e mettere concretamente in pratica questa idea concreta politiche sociali e nei servizi di welfare, può essere un modo per costruire una nuova ‘buona società’.

Pierpaolo Donati

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