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Dichiarazione finale

globalsolidaritystatement2016

 “Riaffermare la solidarietà a livello mondiale, risanando l’umanità”

Essendo la stabilità globale minacciata dal costante aumento dei conflitti e diventando sempre più frequenti e gravi i disastri naturali, riconosciamo e ringraziamo tutti quelli che danno il loro supporto ai 125 milioni di persone che necessitano disperatamente di assistenza umanitaria.

Riconosciamo che i tre quarti del fabbisogno di assistenza umanitaria sono dovuti alle guerre causate da uomini e la cui soluzione dev’essere quindi ricercata dagli uomini. La più grande soluzione del pianeta, dal punto di vista umanitario, sarebbe dunque quella di porre fine alle guerre odierne e prevenire conflitti futuri.

Le guerre sono il risultato di vari fattori: ingiustizia, privazioni, avidità, ricerca sfrenata del guadagno, ricerca patologica di potere, diplomazia segreta e diffidenza basata su cultura, religione, classe sociale e razza. Tuttavia, nonostante tutti questi fattori, la soluzione si può trovare attraverso l’onestà, l’amore, il dialogo reciproco, l’equilibrio e il perseguimento del diritto internazionale e della giustizia. Porre fine alle guerre significa salvare vite umane, evitare crisi umanitarie, ovviare ai flussi di rifugiati e risparmiare denaro. È senza dubbio la forma meno costosa e più pratica di assistenza umanitaria disponibile al mondo.

Riconosciamo inoltre che un quarto dell’attuale fabbisogno di assistenza umanitaria deriva da disastri naturali, che a loro volta riflettono un aumento congiunto delle crisi ambientali e dell’esclusione sociale. I poveri e gli emarginati sono inevitabilmente i primi a soffrire di catastrofi ambientali come carestie, inondazioni e precipitazioni di portata eccezionale.

Così come la prevenzione è il miglior rimedio per le crisi umanitarie legate ai conflitti, lo è anche per le crisi ambientali. Questo è il motivo per cui l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico è un grande traguardo per l’umanità. L’Accordo di Parigi, se attuato in maniera appropriata, in futuro risparmierà l’umanità da molti rischi incalcolabili legati ai disastri ambientali.

Posto che la previsione e la prevenzione sono le risposte umanitarie più potenti, siamo consapevoli di dover soccorrere comunque coloro che ne hanno bisogno quando la prevenzione fallisce e sopraggiungono conflitti o disastri naturali. Saggezza e giustizia richiedono perciò una combinazione di prevenzione – in particolare quando si tratta di guerra e cambiamento climatico causato dall’uomo – e risposte rapide e giuste per chi ne ha bisogno quando le crisi si verificano lo stesso.

Papa Francesco, nella sua efficace Enciclica Laudato Si’, ci invita ad adottare un’etica globale di giustizia, misericordia e pace, in particolare verso gli esclusi, gli emarginati e “verso il più piccolo dei nostri fratelli” e ci invita ad abbracciare un progetto comune per la nostra casa comune. Le potenti parole di Papa Francesco ci trasmettono con urgenza il bisogno di prevenire le crisi umanitarie e di rispondere ad esse quando si verificano. Ci invita non solo ad essere giusti ma anche pratici, attuando azioni e misure che possano fare la differenza per coloro che si trovano in disperato bisogno.

Cogliamo l’occasione di questo evento intitolato “Riaffermare la solidarietà a livello mondiale, risanando l’umanità” per impegnarci nuovamente a seguire il principio fondamentale dell’umanità, condiviso da tutte le religioni e da tutte le organizzazioni umanitarie: trattare gli altri così come vorremmo essere trattati noi stessi. Ci impegniamo quindi congiuntamente a ricercare soluzioni innovative per affrontare le sfide di un mondo in crisi mobilitando tutte le risorse disponibili per difendere l’identità, la libertà e la dignità di tutti gli esseri umani. Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di dimostrare la sua leadership mondiale per porre fine alle guerre e alla sofferenza causata dai conflitti in corso. Gesù ha affermato, “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”. L’umanità intera può abbracciare questo messaggio.

La presenza oggi di così tanti leader religiosi mondiali, direttori di agenzie umanitarie e benefattori importanti, è la prova della nostra determinazione ad attuare qualsiasi sforzo per soddisfare i bisogni umanitari a livello mondiale. L’anima dell’umanitarismo e l’attuale lavoro delle organizzazioni umanitarie laiche sono spesso ispirati da principi religiosi, che ci hanno guidati verso una cultura di sviluppo sostenibile. Le nostre fedi, anche se diverse, ci insegnano l’importanza della misericordia e della compassione, e della nostra umanità comune e condivisa.

In un mondo ricco come il nostro vi è un imperativo morale di porre fine alle guerre e di aiutare i poveri e gli oppressi: nessun essere umano dovrebbe essere lasciato indietro per mancanza di risorse destinate a sottrarre i bisognosi dalla povertà e dalla sofferenza. Questa non è solo una responsabilità collettiva dei più ricchi e potenti, anche se sulle loro spalle grava un dovere maggiore. Ognuno di noi può fare la sua parte per limitare la sofferenza e la miseria umana. Con l’avvicinarsi del Summit umanitario mondiale, auspichiamo che quest’opera abbia inizio proprio oggi.

Collegamenti

Riaffermare la solidarietà a livello mondiale, risanando l'umanità

Workshop 22 febbraio 2016 – "To all those who live in lands where weapons impose terror and... Continua

Declaración final

 “Reafirmar la solidaridad global, restaurar la humanidad” Con la estabilidad global amenazada... Continua

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